Vivere semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere

La società dell’opulenza e dello spreco ci fa credere che se non abbiamo il superfluo siamo poveri e così, di generazione in generazione, le persone si abituano ad avere sempre di più. Ma quel di più non le rende felici, serene, né tantomeno fiduciose del futuro.

La società dell’opulenza e dello spreco ci fa credere che se non abbiamo il superfluo siamo poveri e così, di generazione in generazione, le persone si abituano ad avere sempre di più. Ma quel di più non le rende felici, serene, né tantomeno fiduciose del futuro se, come ci dicono in maniera chiara i dati, aumenta vertiginosamente il consumo di antidepressivi, non si fanno più figli e ci si sente sempre più soli. Non sarà che manca proprio quella semplicità, quella leggerezza del vivere che è insita in noi e che viene sommersa da innumerevoli “cinafrusaglie” proposte 24 ore al giorno dalla pubblicità incessante e che dobbiamo assolutamente comprare facendoci credere che ci possano colmare il vuoto esistenziale?
Per vivere bene, per avere prosperità e un reale benessere, non ha alcun senso e speranza correre dietro al circo del consumismo: se ci si entra si rimane incantati come Pinocchio nel paese dei balocchi e si rischia di non uscirne più, pensando poi che quella sia l’unica realtà possibile.
Basta uscire dall’incantesimo delle luci e colori artificiali e ci si accorge che non servono né tanti soldi, né tanti acquisti per stare bene e costruire una vita degna di essere vissuta. In merito la citazione di Bernard Charbonneau che abbiamo riportato con Valerio Pignatta sul libro Pensare come le montagne, è particolarmente centrata: «La felicità, finché l’uomo resterà ciò che è, non cambierà granché: è sempre quella dell’Adamo neolitico. Gli occorre spazio, gli occorre tempo: sole e acqua. Gli occorrono vino, amici e amore».
Tutti aspetti questi che non hanno bisogno né di tanti soldi, né di nessuna pubblicità martellante. In questo modo si ottiene il vero benessere e inoltre, vivendo semplicemente quindi leggeri sul pianeta, si permette anche a tanti altri semplicemente di vivere. Quegli altri che, per permetterci il nostro vivere per i soldi da spendere nei “consigli per gli acquisti”, fanno vite assai dure e grame. Infatti senza lo sfruttamento di persone lontano dagli occhi e dal cuore e senza la distruzione dell’ambiente, non avremmo mai potuto accedere al paese dei balocchi. Ecco quindi che diventa fondamentale recuperare la semplicità della vita, la semplicità delle relazioni, del lavoro per liberarci dall’incantesimo e per liberare dalle catene le tante persone che rendono possibile il paese dei balocchi. Per agire in questa direzione non servono miracoli, impegni impossibili o vivere di bacche e radici; serve invece agire con il buon senso eliminando ogni spreco, di tempo, di soldi, di lavoro, di materiali, di energia, di cibo, in modo da alleggerire la vita e avere finalmente la possibilità di poter godere del paradiso terrestre che già abbiamo su questa terra.

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