I dolori dei sinceri democratici, il covid e il governo Draghi

Che fine hanno fatto i “sinceri democratici “di fronte a tutta questa valanga di contraddizioni, confusioni, distrazioni, decisioni ecc ecc? Come vengono a patti con la loro coscienza i “sinceri democratici” che hanno sempre detto di impegnarsi per il rispetto dei diritti e della Costituzione?

L’arrivo del governo Draghi

Fino a quando c’era il governo Conte con l’alleanza PD, Movimento 5 stelle, Liberi e uguali e Italia Viva, era gioco facile per i sinceri democratici dare addosso a chiunque avesse dei dubbi sulla questione covid e sulla quantità enorme di contraddizioni continue, visto che chi nutriva qualche (debole) perplessità in merito erano anche Salvini e la destra.
Poi il sistema finanziario internazionale ha deciso che si doveva accelerare nel paese cavia per eccellenza in ogni senso, sanitario e non.

Ecco quindi arrivare Draghi, un presidente del Consiglio scelto fra non eletti (come Conte del resto, tanto per ribadire che le elezioni assomigliano a una farsa e che la politica in Italia la decidono ben altri che non il tanto strombazzato popolo, sovrano di niente) ma uomo fidatissimo dalla finanza internazionale, per portare a termine il lavoro di svendere ai privati le ultime spoglie della fu Italia.

Obiettivo che senza la questione covid non si sarebbe mai potuto ottenere così velocemente e recidendo alla base qualsiasi opinione discorde o protesta. Per fare digerire questa operazione, a livello europeo si sono stanziati molti fondi con il fantomatico Piano di ripresa e resilienza, perché basta fare sentire il tintinnio dei soldi e subito l’italiano si acquieta, compresi i sovranisti della domenica.

Sono tutti uguali…

E visto che dove ci sono i soldi e relative poltrone, il politico trova la sua dimensione naturale, ecco servita una bella ammucchiata parlamentare come non se ne vedeva dai tempi del ventennio fascista. Tutti insieme appassionatamente, amici, nemici, gente che si è odiata, giurato e spergiurato che mai avrebbe governato insieme, eccoli uno affianco all’altro a tavola a sbranare i resti della povera Italia. E mai detto fu più azzeccato di quello tutt’altro che qualunquista: sono tutti uguali. Oggi ne abbiamo l’ennesima puntuale, inequivocabile conferma: sono tutti uguali.

Il dilemma dei sinceri democratici

A questo punto però al sincero democratico non tornano più i conti di fronte a un governo guidato dall’uomo delle banche per eccellenza e dove sono presenti i nemici di sempre, non solo Forza Italia ma addirittura la Lega.

Il sincero democratico si è chiesto: ma noi dobbiamo governare con quelli che abbiamo sempre tacciato di essere i peggiori: inquisiti, razzisti, fascisti, autoritari, discriminatori? Dobbiamo governare con il partito di Salvini, di Berlusconi che anche con tutta la potenza di fuoco dei nostri intellettuali, uomini e donne di spettacolo, abbiamo combattuto strenuamente in ogni modo per anni e anni, facendo credere che noi eravamo diversi? E ciò dopo campagne su campagne per la non discriminazione, a favore degli immigrati, delle donne, degli omosessuali, contro il razzismo, contro le destre che avanzano, adesso va tutto dimenticato, tutto resettato, ora si va a braccetto insieme con loro?

Tutto il contrario di tutto

I politici interessati solo a soldi e potere sono abituati a dire e fare tutto il contrario di tutto, quindi che anche l’impossibile alleanza sia sbocciata è normale, ma il povero sincero democratico a cui avevano fatto credere che la destra era sporca, brutta e cattiva e anche per quello si faceva dei dubbi sul covid e relativi vaccini o terapie geniche che siano, adesso come la metteva con la sua coscienza? Perché anche il sincero democratico da qualche parte ce l’avrà pure una coscienza…

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I dubbi e le perplessità dei sinceri

Immagino il ragionamento di tanti sinceri democratici: ma se adesso si governa con la Lega e Berlusconi allora vuol dire che davvero ci hanno raccontato storture sul covid e l’obiettivo non era la salute della gente.

Però visto che il sincero democratico era stato fin dall’inizio fra i più feroci a dare addosso a chiunque si ponesse delle perplessità su ciò che ci venivano raccontato, cosa avrebbe potuto fare? Dare seguito ai ragionamenti e pensare che forse doveva mettere in dubbio qualcuna delle sue certezze ascoltate al cinegiornale? Magari dopo essersi fatto già una o due dosi? Dopo averne dette di tutti i colori a chiunque non credesse alla mono versione Vespa/Burioni? Dopo aver dato del nazista, del fascista, del terrapiattista, del complottista (ovvio) a chi voleva esclusivamente ragionare facendo notare le palesi contraddizioni di quanto ci veniva e ci viene raccontato e imposto?

Ora improvvisamente anche per il sincero democratico con l’ammucchiata governativa tutto si faceva chiaro, il giochino scoperto e non tornavano più tante cose, anche alla luce del sole, senza nemmeno sforzarsi di andare a cercare una informazione diversa da quella embedded del Ministero della Verità che ci martella da due anni a reti e media mainstream unificati.

Chi me lo fa fare di iniziare a farmi domande?

Ora che il sincero democratico si ritrova a governare con i pregiudicati, con i fascisti, con i razzisti, con quelli che volevano bruciare i terroni nel Vesuvio, tutto questo improvvisamente è assai meno grave e pericoloso di qualcuno che si fa domande legittime sulla mono versione Vespa/Burioni?

Però alla fine il sincero democratico si è fatto due conti e si è detto: che figura ci faccio a dare ragione a chi aveva dei dubbi? Chi me lo fa fare di iniziare a farmi delle domande, anche se la faccenda è diventata evidentemente assai losca? Perché dovrei mettermi dalla parte di una minoranza quando alle mie spalle ho il potere compatto di un governo, non eletto da nessuno certo, ma invincibile, dato che ci siedono praticamente tutti e si è comprato i vari media mainstream che si genuflettono in maniera mai così compatta dai tempi del Duce?
Chi me lo fa fare di essere additato, discriminato, vilipeso, infangato come ad esempio gli stessi immigrati che fino a ieri difendevo a spada tratta?
In fondo tengo famiglia, ho un lavoro, ho le rate del mutuo da pagare, chissà poi cosa direbbero amici e parenti.

Non deludere i followers

E se il sincero democratico era un intellettuale, uno sportivo, uno scrittore, un attore, un professore universitario, un uomo o donna di scienza o di cultura, mica poteva mettere a repentaglio la sua carriera, le sue laute entrate, deludere i suoi followers, per fare quello che qualsiasi uomo e donna libera durante altri tempi bui come questi decise di fare, cioè porsi dei sani, salvifici dubbi. Dubbi e prese di posizione che poi sono state la base della nostra attuale Costituzione.

Costituzione che un governo e un presidente del Consiglio scelto fra non eletti da nessuno sta calpestando, con il beneplacito ovviamente dei sinceri democratici.
E poi ve li immaginate gli uomini e donne con una immagine pubblica che dicono: mi sono sbagliato, mi hanno preso in giro, quanto detto fino ad ora erano delle assurdità. E’ risaputo che un italiano piuttosto che ammettere di aver sbagliato si taglierebbe entrambe le braccia, figuriamoci un personaggio pubblico…

Sottostare a chi non è stato scelto dal popolo


E che strazio interiore deve essere stato per quei sinceri democratici un po’ più critici del PD stesso (ci vuole poco), che sanno perfettamente chi è Draghi, quali interessi rappresenta, quali sono i suoi scopi e obiettivi, doversi arrampicare sugli specchi delle pareti della propria coscienza, facendosi andare giù l’uomo che ha messo in ginocchio i nostri non lontani cugini greci e che sta facendo esattamente la stessa cosa con noi. No, non scherziamo, meglio non rischiare nulla, visto che i dubbi è meglio non farseli venire; per dimostrare la nostra totale obbedienza, allora diventiamo anche peggio di quei razzisti, fascisti, discriminatori che un tempo lontano combattevamo.

La meschinità del sincero democratico non viene scalfita nemmeno dalle leggi dell’Unione Europea di cui si fa tanto difensore quando si parla di tutela degli immigrati, donne o omosessuali e che dicono chiaro e tondo che non si può discriminare nessuno che fa scelte di coscienza. Nemmeno le frasi del regolamento europeo di cui era scomparsa la traduzione italiana e mille altre storture simili, sono state sufficienti al sincero democratico per ritrovare anche una seppur minima democraticità.

Deve essere stato anche uno strazio per chi ha votato al referendum contro gli attacchi di Renzi alla Costituzione, vedere la stessa Costituzione calpestata dal proprio governo, i diritti a manifestare sempre più compressi, gli idranti e le botte contro gente inerme, i fogli di via contro persone che manifestano pacificamente seduti su di una strada, i vice questori sanzionati solo per aver espresso una opinione, l’aver creato una apartheid all’interno dello stesso popolo italiano.

Né sicero, né democratico

Tutta roba che con la democrazia ha ben poco a che vedere.
E chissà che corto circuito creeranno nel cervello del sincero democratico le prese di posizione di persone assolutamente rispettabili e fino a ieri punti di riferimento come giuristi, filosofi, medici, avvocati, penalisti che in maniera pacata, chiara e inequivocabile gli stanno dicendo esattamente quello che dicono dall’inizio i “complottisti”.
Per il sincero democratico deve essere stata proprio una dura lotta con la propria coscienza che si batteva per la libertà e i diritti. Ma alla fine è andato tutto bene, il sincero democratico, non è più né sincero, né democratico, ammesso che lo sia mai stato, perchè parliamoci chiaro, ma chi se ne frega, non sono certo la sincerità e la democrazia che spianano la strada e gli altri nella vita.

Paolo Ermani_C’è anche un altro modo